domenica 12 febbraio 2017

Darla & Daniel #12

Stasera ho voglia di stare a casa. Sarà per la pioggia che concilia il sonno, sarà che ho avuto una settimana piena di impegni e mi va di stare tranquilla.

L'immagina è tratta dal web - ricerca Google

Ne ho approfittato per continuare con la storia di Darla & Daniel.
Vi lascio allora alla lettura.
Notte e Buona Domenica!

- Capitolo 12 -
Darla viveva con suo padre e Zia Harriet (sorella da parte di mamma). Erano gli unici sopravvissuti della loro famiglia, che vantava ben dodici capostipiti. Erano ormai un nucleo famigliare ristretto ma ben affiatato, soprattutto quando bisognava affrontare delle difficoltà.
Tutti e tre si erano subito messi all’opera non appena Darla aveva annunciato di essere entrata in possesso del pugnale. Per ovviare al problema di trovare una casa adeguata dove riporlo, suo padre aveva costruito una piccola casetta per uccellini da mettere sul punto più alto dell’albero in giardino, quello che si affacciava alla finestra della camera di Darla, in modo tale da poterlo tenere sott’occhio. In fondo doveva rimanere lì solo altri due giorni prima di completare il processo d’appartenenza.
Suo padre avrebbe messo la casetta quello stesso pomeriggio, mentre Darla sarebbe andata a fare visita a tre case diverse per far credere a Samanta e le altre di essere alla ricerca di un nuovo e sicuro nascondiglio per il pugnale.
Questo le avrebbe tenute occupate forse per i restanti due giorni. 
Alcuni sostenevano che lo spoglio violento del pugnale al legittimo proprietario, avrebbe comportato la perdita totale dei suoi poteri. Bisognava quindi entrarne in possesso nel momento dell’abbandono, tenendo presente che l’energia del proprietario rimaneva imbrigliata dentro al pugnale per altre sette ore dopo il distacco.
In quel arco temporale viveva dell’energia accumulata e diventava invisibile all’occhio umano se riposto nel luogo corretto. Non era facile impadronirsi di quel pugnale, anche perché l’occultamento era solitamente ben studiato, e Darla sapeva il fatto suo.
Prese la cartina sotto mano e cominciò a segnare il percorso. 
Le case non dovevano essere vicine, altrimenti la ricerca si sarebbe conclusa troppo velocemente. Scelse tre case con caratteristiche differenti le une dalle altre, per rendere la ricerca più difficoltosa.
La prima casa che le era venuta in mente era quella abbandonata sulla riva del fiume, ma decise di tenerla per ultima. La palude circostante in tarda notte si animava di animali notturni pericolosi, ed era meglio non sostare nei paraggi a lungo.
Decise pertanto di andare prima nella casa dei Begum, abitata da persone notoriamente disordinate, che andavano e venivano a tutte le ore. L’ideale per guadagnare tempo. 
I Begum avevano due figli maschi maggiorenni e quattro femmine, che gelosamente accudivano il focolare. Non sarebbe stato facile introdursi in quella abitazione e soprattutto passare inosservati con un finto pugnale addosso.
Non aveva notato se Samanta e le sue inseparabili serpi la stavano seguendo, ma non vi era motivo per supporre il contrario.
Erano già le diciassette quando Darla raggiunse la prima tappa del suo percorso. In casa Begum c’erano due delle quattro figlie femmine, e il primogenito maschio. Un particolare di non poca rilevanza per la messa in scena che aveva organizzato. Non aveva senso nascondere il pugnale in una casa dove non c’era un discendente maschio; nessuno avrebbe pensato seriamente che potesse essere nascosto lì, perché non rispettava le regole di appartenenza.
Con un’astuzia riuscì ad entrare in casa Begum e vi si trattenne per un’ora circa. Uscendo si accorse della presenza di Samanta accovacciata come un avvoltoio su un ramo in attesa di poter consumare il pasto.
Il suo mimetismo non funzionava con gli occhi da gatto di Darla, ma per non insospettirla finse di preoccuparsi di essere stata scoperta ed assunse un’aria furtiva mentre si dirigeva alla seconda casa, sapendo di essere seguita da una del gruppo.
.... to be continued ....
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6 commenti:

  1. La tua storia si inquadra nel genere young adult, mi pare di capire. E' così?

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    1. Sì potremmo definirla così. Non amo molto classificare le cose, ma mi fido del tuo inquadramento. E' un genere che non pensavo neanche di saper raccontare! Pura improvvisazione, che prende vita di settimana in settimana, quindi non ho un quadro ancora ben chiaro di dove andrà a parare :D
      Grazie di essere passato a leggere anche questo episodio.
      Marina

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    2. Un viva all'improvvisazione, allora, che ci mantiene sempre giovani, almeno come scrittori ;-)

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    3. Sì, e meno male :D
      Ho in testa un libro, ed un sacco di appunti da revisionare che farò a tempo ad invecchiare, quindi ben venga questo sploit ;)
      Tu hai già pubblicato, non vale! (ah ah ah)
      Marina

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  2. Ma che brava Marina.
    Scrivi molto bene. Adesso devo andate a leggere dalla prima puntata in poi.
    Aspettiamo il seguito.
    Un abbraccione
    Maria

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    1. Grazie Marina, e spero troverai interessanti anche gli altri episodi.
      Ben approdata qui ;)
      Un bacione
      Marina

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