domenica 23 aprile 2017

Darla & Daniel #17


Ho tardato nella pubblicazione perché ho impiegato un sacco di tempo nel vano tentativo di recuperare un disegno fatto qualche anno fa. Era perfetto per questo episodio, ma non sono riuscita a trovarlo
Nonostante tutto la storia continua, anche senza disegni.
Buona lettura.

-       Capitolo 17 -
A mezzanotte spaccata il pugnale si trovava nelle mani di Darla, e nulla ora avrebbe potuto interrompere il processo di appartenenza. Lo impugnò con la mano destra, e tutto ebbe inizio. Un raggio di luce uscì dal manico e le si avvolse intorno all’avambraccio come un serpente, giunto alla spalla si diramò in fili più sottili sul collo e lungo la clavicola similmente ai rami di un albero. La luce penetrò nel suo corpo, mettendo in evidenza per qualche secondo l’interno delle sue membra prima di dissolversi. Un fiume di informazioni, antiche quanto la terra, confluirono nel suo cervello. Era come avere una mitraglietta nella testa. Avrebbe voluto fermarla ma era totalmente impotente. La sua volontà era stata annullata, e riusciva a malapena a respirare.
“Oh mio Dio” esclamò incredula. “Questo sì che è un corso accelerato sull’esistenza umana!”
Il sapere del mondo scorreva ora in lei.
Un senso si esaurimento la pervase, e con occhi stanchi rivolse lo sguardo in direzione di suo padre e Zia Harriet che avevano un’espressione indecifrabile.
“Che c’è?”
“Darla i tuoi occhi!” esclamò suo padre
“Cosa hanno i miei occhi che non vanno?”
“Forse è meglio che guardi tu stessa” esortò Zia Harriet porgendole uno specchietto.
L’occhio destro era diventato di un color castano.
“Fantastico! Ora mi tocca mettere le lenti a contatto colorate”. Lo disse con un tono di disappunto, e un’ombra scura attraversò per un secondo l’occhio castano.
Immediatamente dopo sentì un bruciore alla spalla e comparve una voglia rossa, simile ad un glifo, come se la sua carne fosse stata marchiata da tanti piccoli spilli.
Pendevano tutti dalle sue labbra, in attesa che rivelasse chissà quale verità.
“È inutile che continuate a fissarmi come se da un momento all’altro potessi volare”. Le loro aspettative la infastidivano.
“Insomma dicci qualcosa!” esclamò esasperato suo padre.
“Sto bene, sono solo più … più ….”
“Più cosa Darla?” incalzò spazientita la zia.
“Più suscettibile Zia!”
Improvvisamente si sentì arrabbiata, e lanciò il pugnale contro il muro. La lama si incastonò perfettamente tra due fessure di mattoni e scomparve.
“Ma dove è finito?” mugugnò la zia.
“Non mi interessa, devo andare a parlare con Daniel. Devo trovare il modo di spiegargli tutto senza sembrare pazza!”.
“Darla …”
“Non ora papà. Avrò modo di scoprire come usare il pugnale più tardi, devo solo rimanere viva per poterlo fare”.
“E questo cosa significa Darla?” le domandò suo padre.
Parole al vento poiché Darla era come evaporata nell’aria.
Suo padre e Zia Harriet rimasero lì immobili, con le braccia aperte dallo stupore, ad attendere una risposta che non sarebbe mai arrivata.
… To be continued …

 

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8 commenti:

  1. Sempre più intrigante!!! Alla prossima.....

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    1. Sono contenta Verbena che lo leggi ancora :-D
      A presto.
      Marina

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  2. Quindi il pugnale le ha infuso tutto il sapere del mondo. Ora sta a lei usare queste informazioni bene. Soprattutto deve imparare a convivere con questo sapere.
    Bello Marina,complimenti!

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  3. Quindi il pugnale le ha infuso tutto il sapere del mondo. Ora sta a lei usare queste informazioni bene. Soprattutto deve imparare a convivere con questo sapere.
    Bello Marina,complimenti!

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  4. Quindi il pugnale le ha infuso tutto il sapere del mondo. Ora sta a lei usare queste informazioni bene. Soprattutto deve imparare a convivere con questo sapere.
    Bello Marina,complimenti!

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    1. Arrossisco Pat per i tuoi complimenti.
      Grazie di cuore.
      Marina

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  5. Bella questa parte! Inoltre abbiamo un dettaglio in comune: anche ai protagonisti della mia blog novel cambia un occhio in situazioni particolari. Nel mio caso però è il sinistro :-)

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    1. Ma dai! E' uno di quegli episodi che mi sono persa :P
      A Darla le ho fatto cambiare tante di quelle volte gli occhi, che è forse il caso di inventarmi qualcosa di nuovo e di diverso ;)
      Sono contenta che è piaciuto questo capitolo!
      Alla prossima
      Marina

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