Rompo il lungo silenzio che è seguito dall'ultimo post, per continuare con un nuovo capitolo del racconto di Darla & Daniel.
Questo post doveva essere pubblicato da almeno un mese, ma tra le feste e altri impegni non sono riuscita in quanto mi ero ripromessa.
Non vi ho nemmeno fatto gli auguri per il nuovo anno, ma di questo se mai ne parleremo in un altro post.
Primo continuare, di seguito i link dei precedenti episodi per rispolverare la memoria ;)
E ora godetevi il decimo capitolo.
Buona lettura!
- Capitolo 10 -
Davanti a
lei c’era un telo di plastica semi trasparente che faceva intravedere un buco
nel muro, predisposto forse per contenere una cassaforte. Sembrava un lavoro
piantato lì da poco, che attendeva solo di essere rifinito.
Introdusse
una mano sotto il telo di plastica, per esplorare la piccola cava, ma dovette
introdurre tutto il braccio prima di incontrare l’oggetto avvolto nel tessuto.
Lo afferrò e delicatamente lo estrasse. Quando vide le scritte rosse ricamate sul
tessuto, il respiro si fece ancora leggermente corto dall’emozione. Lo aveva
trovato! Aprì i quattro lembi del tessuto e lo vide lì tra le sue mani, il
pugnale che le aveva portato sua mamma in una delle sue spedizioni
archeologiche.
Aveva un
valore inestimabile per Darla, e non solo in senso affettivo. La lama del
pugnale, intarsiata da un lato con delle scritte, dall’altro lato era solo in
apparenza vuota e liscia.
Muovendo la
lama, si proiettavano delle immagini. A Darla compariva sempre la stessa: il
volto di uomo e una donna uno di fronte all’altra, quasi in un confronto, o
forse semplicemente l’altra metà. Christine, sua mamma, non aveva fatto in
tempo a spiegarle le origini ed i poteri di quel pugnale. La morte l’aveva
chiamata a sé prematuramente lasciando un vuoto in Darla inestimabile, e un
dolore sordo che non l’abbandonava mai.
Darla vedeva
ora quell’immagine con occhi diversi. La donna assomigliava sempre più a lei,
una versione adulta di se stessa stante i tratti somatici più maturi e marcati,
mentre l’altro volto assomigliava sempre più a quello di Daniel.
Chiuse gli
occhi, mentre un brivido percorse tutto il suo corpo ed i ricordi riempirono in
un attimo la sua mente.
“Mamma chi
sono queste due persone?” le aveva chiesto la prima volta che lo aveva tenuto
in mano.
Alla sua
domanda, la mamma si era voltata verso di lei con il viso serio. Le tolse di
mano il pugnale, pregandola di non toccare più i suoi reperti perché potevano
essere pericolosi, oltre che preziosi. Il suo tono di voce era pacato, come sempre.
Non aveva mai sentito sua mamma urlare, finché era rimasta in vita.
“Hai visto
il volto di qualcuno sulla lama Darla?”
“Si mamma,
due volti veramente; uno di fronte all’altro”
Christine
corrucciò le sopracciglia mentre fissava la lama, un velo di preoccupazione sul
suo volto comparse all’improvviso.
Ricordando
quell’episodio, e alla luce degli eventi accaduti, Darla aveva maturato la
convinzione che sua mamma quel giorno aveva visto la fine della sua vita, e lei
aveva visto l’incontro con Daniel.
… to be continued ….
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Sempre più misterioso, Marina. Mi sa che ci dobbiamo aspettaregrandi sorprese dalle prossime puntate. 😊
RispondiEliminaIn questo episodio ci sono più rivelazioni che misteri Pat ;)
EliminaAlla prossima
Baci
Marina
Un pugnale magico, quindi. Per ora la storia prende, attendo anch'io di scoprire cosa succederà :-)
RispondiEliminaVorrei saperlo anch'io :D
EliminaLascia stare Ivano oggi sono in vena ...
A presto!
Marina
Ciao Marina.
RispondiEliminaFiuuuu...ho dovuto leggere tutto per capire.
Molto bello ed intrigante e molto brava tu, anche per i disegni.
Abbraccio e buona giornata.
Grazie Pia, anche per esserti fatta questa maratona :D
EliminaPensa se eravamo al ventunesimo episodio? ah ah ah
Alla prossima
Marina
Complimenti per il tuo bellissimo blog! Ti seguo!
RispondiEliminaSe ti va di ricambiare passa da me:
http://marycosmesi.blogspot.it